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IL TERZO
I corpi vennero prelevati dalle scale che erano servite da barella e adagiati
ai piedi del muro di cinta del cimitero di Baselica.
Era sera, non c'era più tempo per una sistemazione definitiva; quelli della
frazione avrebbero provveduto, in seguito, come altre volte, alle casse, alla
funzione religiosa e al seppellimento.
Le salme erano due: un partigiano e un tedesco.
Dal gruppo di partigiani, una ventina circa, si levò una voce che dopo aver
pronunciato quattro nomi, disse: - Vi fermerete voi quattro. Due veglieranno
i morti e due staranno di pattuglia per tutta la notte. Domattina rientrerete.
Fate attenzione, al comando si pensa che dopo i fatti di oggi possa esserci una
puntata dei tedeschi. Ci vedremo domattina.
Sarà stata la colpa dell'oscurità, della stanchezza, o d'altro, ma quando il
gruppetto di partigiani si fu allontanato, i rimasti s'accorsero d'essere in tre
anziché in quattro.
- Fa lo stesso,- disse Scambio - ci arrangeremo in tre. Due di
pattuglia e uno qui con i morti.
- Io non me la sento di restare solo vicino al cimitero - interloquì un
partigiano - Preferisco andare di pattuglia.
- Se non avete niente in contrario - tagliò corto Scambio - mi
fermerò io.
L'accordo fu raggiunto. Le due salme vennero accuratamente coperte con dei panni
militari. Scambio dispiegò una terza coperta, se l'avvolse a foggia di
tabarro e si sedette appoggiando le spalle al muro del cimitero.
Gli altri due lanciarono un breve saluto e sparirono nel bosco di castagni.
La notte non era fredda, si era alle soglie dell'estate, anche se dai vicini
boschi giungeva un'aria frizzante che aiutava Scambio a restare sveglio.
Intorno il silenzio più assoluto, solo qualche grido d'uccello notturno e più
tardi uno scricchiolare di foglie, forse provocato dall'andare di un riccio.
Due volte Scambio maneggiò per arrotolare una sigaretta, osservò il
lento procedere delle stelle, poi la stanchezza ebbe il sopravvento: si allungò
sull'erba, si coprì completamente con la coperta e s'addormentò.
A vent'anni, tanti ne contava Scambio, il sonno è di solito profondo.
Quanto tempo abbia dormito non lo si può dire.
Si risvegliò disturbato da alcune voci. Il torpore del dormiveglia, quando
ancora non si distingue tra sogno e realtà, non gli permise di alzarsi subito.
Gli giunse però distinta una voce che diceva: - Ma reverendo dovevano essere
due i morti, invece sono tre.
A questo punto fu chiaro a Scambio che si trattava dei frazionisti
incaricati di provvedere alle due salme.
Sollevò quindi la coperta che l'avvolgeva interamente e...fece appena in tempo
a vedere, all'incerto chiarore dell'alba, due uomini e un prete che se la davano
a gambe giù per la stradicciola, spaventati dall'improvviso agitarsi del
terzo...cadavere.
Scambio si alzò, s'inoltrò nel bosco in cerca dei due amici di
pattuglia. Lanciò qualche richiamo, finché ottenne risposta.
Poco dopo i tre s'incontarono. Scambio raccontò l'accaduto.
- Si sta facendo giorno, - disse uno dei tre - dobbiamo rientrare,
più tardi quelli della frazione torneranno.
La proposta fu accolta e i tre s'incamminarono.
Testimonianza resami da Severino Costa(Scambio)
Disegno di Mario Previ

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| Autore |
creata |
ultima modifica |
| Giacomo Bernardi |
28/4/04 |
2/5/08 |
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