Camminavano un tempo i Santi a Borgotaro?

 

Siamo nel 1950, per la storia sono gli anni della ricostruzione del nostro Paese. A Borgotaro c'è miseria: alle botteghe si acquista il minimo per vivere. Ciò che si acquista, di solito non si paga subito, van di moda i "libretti" sui quali il bottegaio segna l'importo di ogni acquisto.

Il pagamento, quando si può, viene rinviato al giorno di paga. Sono conti che si allungano e spesso passa qualche mese prima del saldo.

Antonino M. ha una famiglia pesante: 7 figli; lo stipendio è quello che è.

Gli acquisti di generi alimentari li effettua presso un noto alimentarista del Borgo: Domenico B.

Antonino M. usa il sistema del libretto: fa segnare e promette che pagherà.

Ma un giorno ci sono da acquistare le scarpe per il ragazzo, un altro la gonna alla figlia, un altro ancora i quaderni, insomma il saldo al bottegaio viene rinviato di mese in mese e la nota si allunga a dismisura. Passano alcuni mesi e, ogni giorno il bottegaio serve la la famiglia di Antonino M., ma soldi non se ne vedono.

Nasce qualche difficoltà nei rapporti. Domenico B. fa capire che se le cose continueranno ad andare così, non servirà più il cliente.

Interviene l'allora Arciprete di Borgotaro Mons. Giuseppe Nestori che dice al, bottegaio: "Continui pure a dare alla famiglia di Antonino M. ciò che chiede. Vedrà che questi soldi non li perderà".

Domenico B. continua a servire Antonino M., senza mai ricevere soldi.

Qualche mese dopo, in occasione  della benedizione delle case, Monsignor Nestori passa nel negozio e dice: " Non mi sono dimenticato della situazione di Antonino M., continui pure a dargli ciò che chiede, vedrà che i soldi non li perderà.

Passa qualche mese e Monsignor Nestori muore.

Domenico B. pensa che i soldi di Antoniono M. non li avrà più.

Passa un altro po' di tempo e  Mons. Nestori appare in sogno a Domenico B. e gli dice: "Faccia questo numero c'è un ammalato grave, telefoni subito".

Domenico B, il venerdì seguente, gioca i due numeri al lotto e vince una discreta somma. Li rigioca la settimana successiva e rivince.

Gli sovviene allora del conto in sospeso di Antonino M., prende il libretto e s'accorge che il totale delle due vincite corrisponde alla somma che il cliente gli doveva. Strappa il libretto e il mattino seguente quando Antonino M. si presenta per la spesa gli dice: "Il tuo conto è saldato, cominciamo da zero!"

(Il fatto è realmente accaduto, le sigle corrispondono a due persone ben note, ormai decedute e che abbiamo ritenuto opportuno non citare).

(Da: Ar lünariu burg'zan 1983)

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