San’Antonio da Padova.

Altare di grande pregio in legno intagliato, dipinto e dorato. Vediamo l’ancona a timpano spezzato, con due angeliche cariatidi dalle vesti ampiamente drappeggiate.

La nicchia che ospita una statua di S. Antonio abbastanza recente, è delimitata da teste di cherubi e sormontata da una cimasa che reca il busto del Santo.

Nei registri comunali si documenta che nel 1679 l’ancona di San’Antonio venne fatta indorare.

La presenza del bambino, uno degli attributi del Santo, sta a significare  dell’apparizione dello stesso al Santo. Il giglio indica  la purezza, la stella con fiamma simbolo dell’amore di Dio.

Molti di voi ricorderanno che fino a qualche anno fa sulla balaustra vi era una cassetta in metallo per le offerte che venne tolta per sicurezza.

I borghigiani sono sempre stati molto devoti a Sant’Antonio. Come si sa il Santo viene  venerato come grande taumaturgo (guaritore), ma anche come colui che riesce a farci ritrovare le cose smarrite. Da noi era venerato (e lo è tuttora) per questa seconda ragione e la cassetta, nel passato, era quella che incassava di più.

Una lapide alla parete ricorda i lavori di restauro fatti eseguire da Mons. Squeri nel 1932. Si fa cenno con una breve frase al valore dell’altare là dove si scrive: vetus artis opus.

La balaustra in marmo bianco proviene dalla demolizione di quella che in precedenza si trovava sull'altare maggiore, tolta in seguito alla nota riforma. Nelle colonnine possiamo notare scolpite, in bassorilievo, alcune immagini di Santi con i loro attributi. Per attributo si intende un qualcosa tipo vestito, oggetto, animale, atteggiamento che permette di riconoscere un santo.
Qui vediamo San Antonino, titolare della chiesa, vestito da soldato romano. In altre immagini presenti in chiesa è rappresentato a cavallo. Abbiamo San Pietro che come attributo ha le chiavi del Paradiso. Poi, e lo vedremo altre volte, San Paolo. Questo santo, un tempo molto venerato a Borgotaro, ha come attributi la spada (segno del martirio da lui subito) e un libro che ricorda le sue famose lettere. Qui il Santo viene rappresentato con i soliti due attributi, ma anche nell'atto di calpestare una testa di giovane. E' una rappresentazione molto strana che mai mi è capitato di osservare. Può essere che voglia significare la sua lotta contro l'eresia da lui vinta, in tal caso la testa rappresenterebbe l'eresia stessa schiacciata, oppure, ed è tutta sentimentale la mia interpretazione, potrebbe essere quella del Principe Claudio Landi che venne cacciato dai Borghigiani, dopo la nota ribellione avvenuta il 25 gennaio 1578, giorno in cui il calendario ricorda la Conversione di San Paolo.

 

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