Di seguito vi propongo la traccia che ho seguito durante la visita guidata
alla chiesa, effettuata nell'estate del 2006.

 

La Piazza XI febbraio, un tempo Piazza Castello

Mi pare importante, prima di entrare nella chiesa per scoprirne i tesori, renderci conto del contesto entro il quale è nata e si trova.

Ci troviamo in Piazza XI febbraio, un tempo Piazza Castello. Nei secoli passati, a partire dal medioevo, questo è stato il luogo di gran lunga il più importante di Borgotaro. Era sede, infatti, del potere civile, militare e religioso. Da una parte il castello con la presenza del Governatore, dall’altra la chiesa con la presenza del Vicario Foraneo. Aggiungiamo poi la presenza dell’Ospedale e della chiesa dei Battuti, la forma di Confraternita più indipendente che si conosca.  

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Di fronte a noi abbiamo la chiesa di Sant’Antonino, la cui consacrazione risale al 25 settembre 1667 (qualcosa come 380 anni fa), da parte del vescovo di Piacenza Giuseppe Zandemaria.  

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Chiesa di Sant'Antonino: la facciata costruita nel 1667 (a sinistra) . A destra: L'odierma facciata riedificata nel 1925.

Tuttavia la facciata attuale, non è più quella originale, ma risale al 1925 e rappresenta uno dei tanti mutamenti intervenuti nel corso degli anni.

Qualcuno si chiederà:  prima della costruzione di questa chiesa avvenuta nel 1667, in quale chiesa andavano i borghigiani.

Senza riandare all’antichissima Pieve di San Giorgio, dirò che c’era una chiesa sempre intitolata a S.Antonino.

Dov’era?  
Era qui. E purtroppo venne demolita per far posto a questa.

Fortunatamente siamo in possesso di una mappa che ci permette di collocarla nel posto preciso in cui si trovava.   

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Pianta dell'antica chiesa di Sant'Antonino edificata nel 1226, successivamente distrutta per costruire la nuova (1667)

Doveva essere bella, romanica, a tre navate, tutta in pietra. Dotata di un piccolo campanile, aveva l’entrata verso l’ospedale vecchio, l’altare rivolto, come si usava,  all’oriente, dove nasce il sole, a significare che Nostro Signore è la luce del mondo, luce di verità.

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In questa mappa cinquecentesca si può notare l'antica chiesa di Sant'Antonino che è orientata in modo diverso dall'attuale. Notevole la mole del turrito castello.
Pensate che la prima pietra venne posta il 31 marzo 1226, qualcosa come 780 anni fa precisi precisi.
                

Quando e perché i borghigiani decisero di abbandonare la vecchia chiesa per costruire quella che vediamo oggi?

Nel  settembre del 1606 il Duca di Parma, Ranuccio I Farnese, faceva visita al Borgo, accolto con grandi festeggiamenti.

 Nell’occasione la Comunità, come si usava fare in quei tempi, aveva preparato numerose richieste scritte "da supplicarsi a S.A. Serenissima”.

Così come si fa oggi quando viene a Borgotaro qualche Ministro o qualche alta autorità e il Sindaco ne approfitta per fare delle richieste che interessano la Comunità.

Ma a quei tempi il Duca dava immediata risposta.  
Dieci sono le richieste che i Borghigiani presentano.
La prima è  quella che ci interessa.
 

Eccola  

Prima richiesta:  
Supplicandola, si degni ordinare sia fatta fabricare da questo Comune la chiesa parochiale di S. Antonino, atteso che non solo minaccia ruina, ma è anche incapace di questo popolo.

Risposta del Duca: Ci contentiamo sia fabricata da chi tocca di ragione.

 ch’era un poco come dire: “Mi sta bene purché troviate voi i soldi”.

Come si può notare i borghigiani ritenevano che la loro chiesa:
1- Minacciasse di crollare
2-Fosse troppo piccola (incapace) e non adatta ad ospitare una popolazione che era assai cresciuta di numero.

Richiesta e risposta sono del 1606 e la chiesa come vi ho detto sarà consacrata nel 1667, ben sessant’anni dopo… Anche allora non si scherzava coi tempi delle opere pubbliche.
                                                               ***

Ma intorno al progetto della nuova chiesa erano sorte grandi e inattese difficoltà.
Si era previsto di costruirla a fianco della vecchia, in modo da non demolire quella esistente, ma alla fine, per risparmiare, venne deciso di abbattere la vecchia e costruire la nuova occupando la stessa area. Così non abbiamo più la chiesa duecentesca.
 Va detto che durante i lavori l’arciprete officiava nella qui vicina chiesa dei Battuti.
Ed ora entriamo...

 

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