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E' la via più importante del Borgo, sulla quale prospettano numerosi palazzi
nobiliari, i bar e i negozi più importanti.
I borghigiani, ancora oggi, la chiamano via Principale, che è l'antico nome
della via.
Via Principale non perché la più importante, ossia la principale del Borgo, ma
Principale perché era la via che il Principe percorreva per andare al Castello
che si trovava in fondo alla via.
Ma questa strada ha avuto negli anni tanti altri nomi:
Strada del Mercato, Via Vittorio Emanuele II, Via Ettore Muti, e, terminata la seconda guerra mondiale,
Via Nazionale.
Per i borghigiani è il "centro del mondo". Per dire che in quella via
hanno visto qualcuno vi diranno: "l'ho vistu in t'al burgu",
"l'era in t'al burgu".
"Al burgu" è appunto via Nazionale. Il famoso giornale
satirico dal titolo "Sü e Zü pr'al Burgu" stava a significare
"su e giù per questa via".
La via è lunga e dritta. Verso la metà ha uno strano restringimento e
cambia pure l'asse stradale. Tanto che qualcuno, anche per altri particolari,
ritiene che quel restringimento segnali il confine tra un borgo più antico e un
ampliamento successivo.
Il pavimento è costituito di blocchetti in porfido. I
borghigiani, che sono
tanto gelosi quanto poco conoscitori del passato, ritengono che la
pavimentazione della via sia sempre stata così. In realtà la prima
pavimentazione in porfido venne eseguita nel 1931. Prima vi era un acciottolato
"risulada(foto 0)" con due corsie in lastroni di pietra per permettere
ai carri una migliore e meno rumorosa percorribilità.
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