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Di qua e di là dal Cogena A volte anche un piccolo corso d'acqua è sufficiente a far nascere, sulle sponde opposte, due diversi modi di vivere o di parlare. E anche quando gli uomini, per ragioni politiche, cancellano questi antichi confini per metterne di nuovi, le tradizioni e i dialetti sopravvivono perché affondano le loro radici in un passato lontano. Di tutto questo abbiamo un chiaro esempio rappresentato dal torrente Cogena. Questo corso d'acqua che un tempo era detto Cozena(Co' di Zena, cioè capo di Genova), segnava la fine del territorio del Ducato e comunque del parmense e l'inizio del Genovesato. Non possiamo qui approfondire questi aspetti storici, ci basti ricordare che soltanto dal 1578 la Giurisdizione del Borgo entrava nell'orbita del Ducato di Parma e che nell'800 alcune frazioni(Gorro e Belforte) che si trovavano al di là del Cogena, vennero incorporate nel comune di Borgotaro. Così il Cogena venne a perdere la sua funzione di confine. Ma, come dicevamo, gli uomini possono cambiare a loro piacere i confini, ma non per questo costringere le popolazioni a mutare caratteri, culture e dialetti. Ma è proprio vero ciò che stiamo affermando? Abbiamo compiuto una breve, ma significativa indagine nel campo del dialetto, mettendo a confronto alcuni termini in uso rispettivamente al di qua(Baselica, Pontolo) e al di là(Belforte, Gorro) del Cogena, zone appartenenti, oggi, al medesimo comune di Borgotaro.
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