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Quei cippi coi numeri romani
Lungo il Viale Bottego, ossia "al stradon", come lo chiamano
solitamente i borghigiani, sono visibili alcuni cippi in pietra inglobati nei
muri di recinzione delle case che sorgono nella parte a monte del viale.
Curioso il fatto che su questi cippi siano impressi dei caratteri numerici
romani. I cippi originari superstiti sono quattro e rappresentano le
seguenti cifre VI - VII - XIII - XIV.(foto 1)
Se partiamo dall'Albergo Appennino e ci avviamo verso Porta Farnese, possiamo
notare che i cippi non sono messi a casaccio, ma seguono una precisa
progressione. Per primo s'incontra il VI e per ultimo(quasi in fondo al viale)
il XIV.
Quando qualche anno fa ebbi occasione di segnalare questa scoperta, fu logico
pensare immediatamente ad una numerazione che avesse a che fare con la Via
Crucis, le cui stazioni sono quattordici e nelle chiese vengono segnate con
cifre romane.
Più difficile, invece, dare una spiegazione a quelle presenze.
Semplice, penserà qualcuno, lungo il viale si svolgeva una Via Crucis.
Premesso che non mi è stato possibile trovare qualcuno in grado di ricordare
una tale "cerimonia" che si sia svolta nel viale, va detto che le case che si trovano nel viale
superiore risalgono quasi tutte all'ultimo dopoguerra, ad esclusione di alcune
villette degli anni '30, e a Villa Baruffati(poi dell'Ospedale, poi del notaio
Molinari), che risale agli ultimi anni
dell'ottocento.
Chi ha costruito le case ha trovato i cippi infissi nel
muro pubblico preesistente che delimitava il viale. Molti, per migliorare l'estetica della
loro casa, hanno rifatto la parte del muro che interessava la loro costruzione.
I più attenti hanno ricollocato i
cippi numerati nel nuovo muro, altri li hanno ignorati facendone un uso
sconsiderato. Molti anni fa, quando era in costruzione il fabbricato di
proprietà della famiglia Gatti, fui fortunato nel trovarmi a passare
proprio mentre un muratore che conoscevo, stava "aggiustando" un cippo
per usarlo come una normale pietra. Quel cippo(numero VII), sia pure dimezzato e
smussato, si trova ancora infisso nel terreno di viale Bottego.(foto 2)
Ma anche il muro preesistente, costruito dal comune per delimitare il viale, non
risale a molti anni addietro. Risale alla seconda metà dell'800, quando vennero
riempite le fosse che circondavano il paese da secoli. Fu proprio sopra quel
riempimento che vennero posti i platani e costruite le due strade(superiore e
inferiore) di Viale Bottego.(foto3)
Successivamente, intorno al 1904, vennero demolite le antiche, gloriose mura
cinquecentesche, che separavano il paese dal nuovo viale. Queste mura erano
distanti sei/sette metri dalle case. C'era quindi una specie di via, di
camminamento tra le case e le mura.
è probabile che lungo questa
tratta di mura, nella parte rivolta verso il Borgo si siano trovati collocati i
cippi in questione. E che, quindi, una "Via Crucis" particolare vi si
svolgesse.
Anni fa, leggendo una delle tante visite pastorali del vescovo di Piacenza, mi
capitò di leggere che a Borgotaro per la Festa di Santa Croce "si tiene
una Via Crucis pubblica, con larga partecipazione di popolo". In attesa
di nuovi documenti, penso che quanto ho scritto possa, al momento, rappresentare
una risposta al mistero dei cippi che, evidentemente, all'atto della demolizione
delle antiche mura vennero spostati nel nuovo muro che delimitava, a monte, il
viale.
Qualche anno fa, con una operazione assai discutibile,
si è completata la serie dei cippi aggiungendo delle lastre quadrate in pietra,
a rappresentare i numeri mancanti. Fosse mancato un numero o due, avrei capito
l'operazione, ma aggiungere 10 falsi a 4 autentici, mi pare davvero un errore o
comunque una soluzione di cattivo gusto. C'è però sempre tempo(almeno spero)
per un ripensamento.(foto 4)
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Foto
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Foto 3 
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4
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| Autore |
creata |
ultima modifica |
| Giacomo Bernardi |
23/10/05 |
2/5/08 |
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