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Campionato di Prima
Divisione 1950-51 Struttura
dei campionati in quella stagione: Dopo la retrocessione dalla Promozione, nell’ U.S. Borgotarese si apriva una grave crisi dirigenziale e finanziaria. Borgotaro, piccolo centro dell’Appennino, non poteva continuare a competere con città come: Rapallo, Chiavari, Imperia, Sampierdarena, Ventimiglia, Sestri Levante, Lavagna, Alassio, Albenga, Varazze che alle spalle avevano ben altro pubblico e ben altri finanziatori. C’erano debiti da pagare ad alberghi, a giocatori, a società. Insomma, si arrivò al fallimento. Ma al Borgo c’era voglia di calcio e c’erano nuovi giovani cresciuti non in squadre regolari, ma nelle piazzette, nei prati, nei tornei dei “preti”. Da qualche tempo s’erano formate due squadre che risentivano del particolare clima politico dell’epoca. Una squadra era di stampo cattolico: si chiamava “Fortitudo”, poi diventerà “Capitelli” in ricordo di Bruno, il popolare “Bigio”. L’altra “Juventina”, ed era considerata la squadra dei comunisti. Queste due squadre che mai ebbero occasione d’incontrarsi, partecipavano a tornei diversi conseguendo anche ottimi risultati.
La forte mediana della Juventina. Da sinistra: Giulio
Spagnoli, Tonino Pattoneri, Ivo Molinari Nell’estate del 1950, poi, per vie diverse, si erano venuti a trovare al Borgo due valenti giocatori: Bruno Capitelli (Bigio), e Cabrelli. Il primo rientrato da Prato per via di una grave malattia dalla quale pareva essere miracolosamente uscito, il secondo, quasi quarantenne, rientrato dalla Gran Bretagna. In quella calda estate del 1950, si dedicarono a ricostruire una squadra, mettendo a disposizione dei più giovani la loro grande esperienza e la loro immensa passione. Ci si trovava al campo quasi tutti i giorni e si disputarono alcune partite amichevoli.
Partita amichevole con il Prato. Da sinistra. In
piedi: Renzo Delgrosso, P.Leonardi, Bruno Capitelli, O. Bonici, Guido Delgrosso,
P. Galluzzi, Cabrelli, Franco Lucatorto. Accosciati: A. Borzoni, Peppino
Ferrari, A. Azzali, T. Pattoneri. Da questa esperienza nacque in alcune persone di buona volontà la voglia di iscrivere la squadra ad un regolare campionato. Venne scelto, non conosco il motivo, il girone toscano, composto di squadre della provincia di Massa e di Lucca (Pontremoli, Aulla, Viareggio, Villafranca, Marina di Carrara, S. Marco Avenza, Pro Massa, Barga, Castelnuovo Garfagnana, Bagni di Lucca, Libertas Carrara). Fu così che Guido Delgrosso (15 anni), Renzo Delgrosso (17 anni), Giacomo Bernardi (17 anni), Giulio Spagnoli (19 anni) e Tonino Bordi (17 anni) entrarono in quella squadra affiancando alcuni anziani, o comunque più esperti, giocatori (Angelo Azzali, Pietro Galluzzi, Tonino Pattoneri, Giuseppe Ferrari, Aldo Borzoni, Lino Bianco, Onorato Bonici, Luciano Lazzarelli, Mario Piscina, Odoardo Molinari, il bedoniese Ambanelli detto Pepinettu, Pierino Leonardi, Carlino Leonardi, ed anche Antonio Brugnoli “Gneto”, allora trentaduenne. Merita, tuttavia, che ci si soffermi a parlare della nuova dirigenza. Nuova e, credo, non confrontabile con nessun’altra. In pratica i maggiori dirigenti erano tutti operai generici presso la locale F.N.E.T, un’industria che produceva estratti tannici dal legno di castagno. Tutte persone che a fatica potevano mantenere le loro famiglie e che davvero non avevano soldi da spendere per altri scopi. Tanto erano ingenui che nemmeno pensarono a cambiare il nome sociale della squadra, così che corsero un serio pericolo di essere chiamati a rispondere dei debiti delle gestioni precedenti. Per fortuna i creditori locali, conoscendone le…capacità economiche mai pensarono di procedere a sensi di legge. Ma
chi erano questi dirigenti? Il Presidente, detto comunemente “al capu”, era
Guerrino Barsanti, operaio della FNET, altri dirigenti senza distinzioni di
incarichi erano Berto Spagnoli detto “Zazà” e Otello Santoni, sempre operai
della FNET. Segretario era Carlino Delnevo detto “d’la Livö, c’era poi
Gildo Cacchioli. Non c’era un vero e proprio allenatore, la formazione veniva
fatta al Bar nel corso di discussioni che iniziavano il lunedì e terminavano il
sabato. Dopo
una partita iniziale davvero disastrosa (sconfitta per 7-0 a Villafranca), la
squadra si mise in luce per alcuni
buoni risultati. Poi, nella fase centrale del campionato subì quattro sconfitte
consecutive che incisero negativamente sul piazzamento finale. Va detto che la
nostra era una delle poche squadre a non prevedere premi di partita e che la
stessa era formata da un misto di giocatori alla prima esperienza e di altri che
avevano superato la trentina (Ferrari, Brugnoli (Gneto), Azzali, Borzoni,
Galluzzi, Pierino Leonardi). Soltanto i giovanissimi partecipavano agli
allenamenti, essendo gli altri impegnati nel loro lavoro. La gestione fu tanto oculata che
alla fine del campionato restarono dei soldi. Così “al Capu” disse: - Fin
qui siamo arrivati noi. Ora non possiamo più rischiare. Non lasciamo debiti,
anzi abbiamo qualcosa da parte che servirà
per una cena finale. Ora devono uscire quelli che hanno i soldi. Per sei lunghi anni, nessuno più si fece vivo e Borgotaro resterà senza una squadra di calcio, se non la “Capitelli” che parteciperà al Campionato Provinciale Giovanile del C.S.I. Le partite Anche in questo caso, non è stato possibile ricostruire in modo completo il campionato disputato dalla Borgotarese. Siamo, tuttavia, riusciti a rintracciare tutti i risultati, ma non ci è stato possibile pubblicare la formazione di tutte le partite in quanto a volte i giornali riportavano il solo risultato. Giornali consultati: “Tirreno”, “Corriere Apuano” e “Gazzetta di Parma”. BORGOTARESE: Bordi, Piscina,
Bertoncini, Pattoneri, Leonardi, Delgrosso I R., Galluzzi,
Spagnoli, Bernardi, Delgrosso II G., Calchini. (All. C. Cairo) 3a giorn. 5.11.1950
Riposa Borgotarese 4° giorn. 12.11.50
Borgotarese – Libertas Carrara
3-1 8° giorn. 10.12.1950
Borgotarese – Fivizzano
1-1 A questo punto la classifica è la seguente: Villafranca 6 6 0 0 20 2 12 Barga 6 4 2 0 18 9 10 Pro Massa 7 3 3 1 11 9 9 Aullese 6 3 2 1 11 6 8 Borgotarese 7 2 3 2 9 12 7 Fivizzano 7 2 3 2 13 10 7 San Marco Avenza 7 3 0 4 4 8 6 Bagni di Lucca 7 2 2 3 6 8 6 Pontremoli 7 3 0 4 4 8 6 Castelnuovo Garf. 6 2 0 4 10 13 4 Bar Ivano Viareggio 7 2 1 4 7 12 5 Marina di Carrara 6 2 0 4 10 13 4 Libertas Carrara 8 0 1 7 7 22 1 10° giorn. 24.12.50
Borgotarese – Pontremolese rinviata
per neve 11° giorn. 6.1.1951
Pro Massa – Borgotarese
2-0 12° giorn. 13.1.1951
Bar Ivano Viareggio – Borgotarese
2-1 13° giorn. 20.1.1951 Castelnuovo – Borgotarese 4-1 BORGOTARESE: Lazzarelli,
Azzali, Molinari, Pattoneri, Leonardi, Borzoni, Delgrosso I, Galluzzi, Bianco,
Delgrosso II, Ferrari. Durante il Carnevale di quell’anno, Giovanni Franza dedicò alla squadra una canzone che ebbe un notevole successo. Franza era un ottimo autista che con il camion trasportava il tannino, e poi il furfurolo, che veniva prodotto nella F.N.E.T., fabbrica nella quale lavorava la quasi totalità di quella strana dirigenza. Il ritornello della canzone diceva: 16° giorn. 24.3.1951 Riposa Borgotarese
Campionato Toscano 1950-1951: Borgotarese – Marina di Carrara 4-0(1 aprile 1951) Da sinistra, in piedi: Santoni(massaggiatore), Alberto Borzoni, Tonino Bordi, Renzo Delgrosso, Luciano Lazzarelli, Angiolino Leonardi (Sacrato), Giulio Spagnoli, Onorato Bonici, Guido Delgrosso, Giacomo Bernardi. Accosciati, da sinistra: Tonino Pattoneri, Lino Bianco, Pierino Leonardi, Mario Piscina. 19a giorn.
8.4.1951 S.Marco
Avenza –
Borgotarese 2-2 20a giorn.
15.4.1951 Borgotarese – Bagni di Lucca 3-0 24° giorn. 19.5.1951 Borgotarese – Pro Massa 2-0 Classifica finale Villafranca 24 16 4 4 51 20 36 Aullese 24 15 5 4 53 27 35 Castelnuovo Garf. 24 15 3 6 60 31 33 Barga 24 12 7 5 63 36 31 Fivizzano 24 11 6 6 50 32 28 Pontremoli 24 12 2 10 39 36 26 Pro Massa 24 9 6 9 36 41 24 Borgotarese
24
8
7
9
33
34
22 * Marina di Carrara 24 8 2 14 32 53 18 San Marco Avenza 24 6 5 13 30 43 17 Bar Ivano Viareggio 24 5 5 13 24 40 15 Bagni di Lucca 24 4 3 17 27 55 11 Libertas Carrara 24 3 2 19 19 70 7 * 1° giorn. 22.10.1950
Villafranca – Borgotarese
7-0 2° giorn. 29.10.1950
Borgotarese – Aullese
1-1 3° giorn. 5.11.1950
Riposa Borgotarese 4° giorn. 12.11.1950
Borgotarese – Libertas Carrara
3-1 5° giorn. 19.11.1950 Marina
di Carrara – Borgotarese
3-2 6° giorn. 26.11.1950
Borgotarese – S.Marco Avenza
2-0 7° giorn. 3.12.1950
Bagni di Lucca – Borgotarese
0-0 8. giorn. 10.12.1950
Borgotarese – Fivizzano
1-1 9° giorn. 17.12.1950
Barga – Borgotarese
1-3 (sospesa a 18 dal termine
per i.c.) 10° giorn. 24.12.1950 Borgotarese
– Pontremolese
rinviata per neve 11° giorn. 7.1.1951
Pro Massa – Borgotarese
2-0
12° giorn. 14.1.1951
Bar Ivano Viareggio – Borgotarese
2-1 13° giorn. 21.1.1951
Castelnuovo – Borgotarese
4-1 27.1.1951
Barga – Borgotaro
4-2 (recupero partita
non disputata 17.12.1950)
24.2.1951
Borgotarese – Pontremoli
0-0 (recupero
partita non disputata il 24.12.1950) 14° giorn. 5.3.1951
Borgotarese – Villafranca
1-1 15° giorn. 12.3.1951
Aulla – Borgotarese
2-1
16° giorn. 24.3.1951
Riposa Borgotarese 17° giorn. 31.3.1951
Libertas – Borgotarese
0-2 (a
tavolino per mancata presentazione) 18° giorn. 7.4.1951
Borgotarese – Marina di Carrara
4-0 19° giorn. 14.4.1951
S.Marco Avenza – Borgotarese
2-2 20° giorn. 21.4.1951
Borgotarese – Bagni di Lucca
3-0 21° giorn. 28.4.1951
Fivizzano - Borgotarese
2-0
22°
giorn. 5.5.1951
Borgotarese – Barga
1-1 23°
giorn. 12.5.1951
Pontremoli – Borgotarese
0-1 24° giorn. 19.5.1951
Borgotarese – Pro Massa
2-0
25° giorn. 26.5.1951
Borgotarese – Viareggio
3-1 26° giorn. 2.6.1951
Borgotarese – Castelnuovo Garf.
2-1 Giocatori scesi in campo, numero presenze e reti segnate
La “Diaspora”
A Borgotaro, non v’era modo di trovare persone disposte ad assumersi la responsabilità di costituirsi in gruppo dirigenziale per formare una squadra e iscriverla al campionato. V’erano, però, molti giovani giocatori, che si erano, tra l’altro, messi in buona evidenza nel corso del campionato appena concluso, ma anche in altre competizioni. E’ il caso della “Capitelli” che nell’estate del 1951 partecipava ad un importante torneo ad eliminazione diretta che si svolgeva a Pontremoli, terminando imbattuta e conquistando l’ambito trofeo.
La
“Capitelli” vincitrice della Coppa “Città di Pontremoli”(luglio
1951) Da sinistra. In piedi: Franco Coffrini, Giacomo
Bernardi, Tonino Bordi, Odoardo Molinari, Lauro Grossi. Nel frattempo alcuni calciatori, pur di svolgere una
qualche attività sportiva, si erano dedicati al basket, conseguendo ottimi
risultati.
Fidenza,
9 ottobre 1951. La Pallacanestro Borgotaro vince il Trofeo San Donnino a
Fidenza. Così, da una parte, i più anziani (Brugnoli, Ferrari, Borzoni, Bianco, Bonici, Capitelli) decisero di cessare, o sospendere, la loro attività sportiva, altri, pur di continuare a coltivare la loro passione, cercarono altrove una squadra in cui poter giocare. Si assistette ad una vera “diaspora” nel senso che i giocatori borghigiani si sparsero ovunque, trovando spesso generosa accoglienza. E allora ecco Guido Delgrosso e Giulio Spagnoli andare al Fidenza; Renzo Delgrosso a Genova nelle giovanili della Sampdoria; Odoardo Molinari, Mario Piscina e Carlo Baldi nel Villafranca; Antonio Bordi, Giacomo Bernardi e Tonino Pattoneri nell’Aullese; Pierino Leonardi nel Pontremoli. Continuava la sua attività, per un anno ancora, la “Capitelli” partecipando, come s’è detto, al Campionato Giovanile Provinciale dello C.S.I. Dopo di che, anche altri giovanissimi che si erano messi in buona evidenza, furono costretti a trovare lontano dal Borgo le squadre che permisero loro di proseguire l’attività agonistica. Facevano parte di questo secondo gruppo: Peppino Mariani, Franco Massari, Boris Bozzia, Eugenio Bersellini e Amedeo Capitelli finiti nella Fulgor Fidenza; Giovanni Cervotti e Pier Luigi Cattani finiti al Pontremoli, Gianfranco Mariani passato all’Aullese.
Una formazione della “Capitelli”, partecipante al
Campionato Giovanile dello C.S.I. Da sinistra, in piedi: Giovanni Cervotti, Luciano
Mariani, Gualtiero Giraud, Mauro Brugnoli, Lauro Grossi, Umberto Bracchi,
Gianfranco Mariani, Mario Taverna, Luigi Rampini. Accosciati: Ottardo Calchini,
Francesco Mariani, Tonino Battaglioni, Pinetto Bozzi, Pietro Previ, Franco
Massari, P.Luigi Cattani.
Il titolo era: Lo confesso, “ ho gridato al vento”. “…Domenica alle 14,30
sono sceso al “L. Bozzia”. Sì, sono sceso al campo e ho finto di non
accorgermi dello stato miserando del terreno, delle porte divelte, dei muri
sbrecciati, delle reti sfondate, dei sostegni contorti; ho finto di non sapere
che le chiazze erbose sui bordi, da cui un giorno “F’nestra” l’uomo del
fango, partiva per le sue furiose galoppate al grido “pasèm’ al balon”, e
da cui molto più recentemente “Celino” scoccava i suoi classici e vibranti
cross…servono ora come accogliente tappeto ai galanti serali morosi. Mi sono
seduto al mio solito posto in tribuna…ho socchiuso gli occhi e…miracolo…ho
visto. Ho visto aprirsi il cancello
sotto le tribune ed entrare sul campo innumerevoli atleti indossanti la maglia
cara al mio cuore, la maglia nera con la croce rossa; ho visto i loro volti
dapprima un po’ nebulosi, poco a poco rischiararsi, volti noti, volti del
Borgo. Ma sì, quel portiere era il povero Giacinto e quell’altro goffo in un
paio di lunghissimi pantaloni fascianti un paio di gambe non meno storte era
senz’altro Cabrelli, quello l’inimitabile Dorà, ora li conoscevo tutti:
Cairo, Milza, Coffrini, Delnevo, Leonardi, Capitelli, Delgrosso e tanti altri. E
seduto sulla solita panca vi era il dottor Baduini che maltrattava il cappello,
innocua vittima della sua passione incontenibile, e quella voce che dal muro
opposto rinfacciava all’arbitro supposte illecite attività materne era quella
di “China” e quel signore paonazzo che violentemente agitava un ombrello era
certamente Alarico, e Barsanti, il buon Barsanti, incapace di far male ad una
mosca…Ma allora c’eravamo proprio tutti, ma allora non era vero che il
“Borgo” fosse morto! L’antico ardore mi pervase
tutto, il sangue che aveva ribollito fino a prudermi le mani sui campi di
Noceto, Pontremoli, Parma, Fidenza e Reggio Emilia, lo stesso sangue che aveva
fatto di me, solitamente timida e mansueta persona, un esagitato, quello dico,
mi fluì subito al viso. Là sul campo quei diavoli di montanari imperversavano
e gli avversari ballavano la più sfrenata delle rumbe. In quel momento Pierino
rovesciava dalla propria porta una palla insidiosa, Cairo respingeva a
catapulta, Dorà stoppava col …sedere e lanciava in profondità a F’nestra,
via a perdifiato a sfiorare il fango con la sua falcata leggera, ed ecco il
traversone ed ecco il non mai compianto carissimo Bigio raccogliere al volo e
scuotere violentemente la rete! Fu allora che io, dimentico
dei miei reumatismi balzai come un giaguaro, lanciai il grido che da troppo
tempo mi stava represso dentro, il grido che il Varacola ben conosceva per
averlo tante volte, con beatitudine direi, rimescolato dentro le sue limpide
acque: “ FORZA TARO !”. D’incanto tutto svanì; mi
ritrovai seduto sul gradino ritornato di freddo cemento, il campo mi riappariva
in tutto il suo squallido abbandono e sentii chiaramente, benché fosse un
bisbiglio, quello che sussurravano le lavandaie che col loro carico se ne
tornavano dal Taro: “Poveretto…è la vecchiaia”. Il vento intanto, immancabile
nella nostra vallata, vento di dicembre, trasportandolo inquieto, quasi ad
inseguire la lunga teoria di finestrini illuminati di un treno in corsa pazza
verso Parma, già faceva risuonare quel “FORZA TARO!”. Un grido? Meglio, una
speranza !!!”. Scheda
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Gianfranco Bellè |
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