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La vita, un tempo, a Borgotaro

 

Luigi Beccarelli: un emigrato di lusso.

La sua famiglia non doveva essere granché ricca se è vero che il padre faceva il fabbro e aveva un incarico da parte del Comune come “regolatore dei pubblici orologi”.

Eppure Luigi fu avviato agli studi ginnasiali. Forse il padre portandolo con lui sulle torri del Borgo per regolare e aggiustare gli orologi, si era accorto che quel figlio aveva la testa buona e sapeva cavarsela in mezzo a quella selva di ingranaggi che costituivano a quei tempi il cuore di ogni orologio pubblico.

Già, a quel tempo la gente ancora non aveva gli orologi da polso, ma si regolava con il suono delle campane, con la posizione del sole e con gli orologi pubblici.

Comunque sia Luigi frequenta il ginnasio a Borgotaro, ma non termina gli studi. Qualcuno però deve aver notato le sue capacità meccaniche e così  finisce per trovare un posto a Parma presso l’orologiaio della Corte ducale.

Nell’ambiente cittadino, certamente più stimolante di quello borgotarese, Luigi perfeziona le sue conoscenze, e costruisce un “orologio a grande suoneria” che gli procurò grandi lodi da parte della corte ducale.

In quel periodo in Italia avvengono grandi mutamenti e nel 1859 la dinastia Borbonica termina, il Ducato di Parma sparisce. Nasce l’Italia.

Luigi si sente perduto. Senza la Corte per chi potrà lavorare?

Decide allora di emigrare in Francia e a Parigi. Qualche anno dopo, apre un piccolo stabilimento la “Bijouterie Luigi Beccarelli in Faubourg Saint-Martin.

Non abbiamo, per ora, molte notizie sui rapporti che il Beccarelli ebbe con i grandi produttori di orologi che in quel periodo conobbero un grande successo. Sappiamo però che si specializzò e divenne famoso per la sua produzione di “pendules de Paris”.

Desiderando, forse, far conoscere anche in Italia il prestigio raggiunto all’estero, aprì a Parma una fabbrica che iniziò la produzione nel 1877.

Ottenne la medaglia d’oro alla Esposizione Nazionale di Milano(1881) e a quella di Torino(1884).

Fornì pendole e orologi da muro alle Ferrovie dello Stato e alle Poste Italiane.

Morì a Traversetolo(Parma) nel 1908.

(Da "Ar lünariu burg'zan 2001)

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