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Autorità al Borgo
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Nel passato non era molto agevole spostarsi da un punto all’altro del Ducato di Parma. La visita o la sosta a Borgotaro di qualche alto personaggio era quindi occasione di grande festa, se non di meraviglia. Nel tran-tran quotidiano, fatto di giornate tutte
uguali e di penuria di cibo, la visita di un grande personaggio era molto attesa
dal popolo perché, per l’occasione, i nobili e la stessa Comunità
diventavano improvvisamente prodighi e come d’incanto uscivano discreti
quantitativi di farina, pane, fagioli che venivano elargiti perché il
personaggio in arrivo doveva essere accolto da gente allegra e con “la pancia
piena”. Se tanta festa si faceva per un personaggio,
figuriamoci per la presenza concomitante di due, del livello che vedremo. Tutto avvenne nel giugno del 1774. Era il giorno 7 di quel mese, quando il Vescovo di
Piacenza, Mons. Alessandro Pisani, decise di mettersi in viaggio per una visita
pastorale in Valtaro. Arrivò a Bardi che era già sera(circa le ore 22). Qui venne consigliato a non proseguire il viaggio “
per non azzardare la preziosa sua persona ad un viaggio sì disastroso
massimamente in tempo notturno, quale è questo da Bardi a Borgotaro. Tuttavia, quasi alle 23…stimò bene di partire e,
parte a cavallo parte portato da uomini preparati, fece quasi tutto di notte
questo viaggio, lusingandosi di poterlo fare in più breve tempo. Sopravvenne la
notte nel principio della salita e fu buona fortuna che alcuni abitanti,
prevenuti del passaggio, per l’esultazione di vederlo accendevano di tratto in
tratto delle faci di paglia e facevano del chiarore. Nel cammino si ebbe notizia
che l’Ill.ma Comunità di Borgotaro aveva mandati due signori deputati a
complimentarsi fino alla sommità del monte Santa Donna, e che avanzandosi la
sera persuasi che non fosse per pervenire in quella sera, essendo già notte,
erano tornati indietro. Tuttavia, avuto non so come l’avviso che il Prelato
era in cammino, nel far la discesa del monte si videro a venire incontro una
copia ben numerosa di torce da vento che illuminavano l’orridezza della notte
e della strada, colle torce vi vennero incontro i surriferiti signori Deputati
con altro seguito. I Deputati furono il signor Scipione Tardiani e Vincenzo
Boveri i quali l’incontrarono due buone miglia lontano dal Borgo poco dopo la
mezzanotte. Precedendo i detti
signori con altro seguito ben numeroso a cavallo, e con la scorta delle dette
torce, che avranno fatto stupore agli ammiratori, due ore dopo la mezzanotte
entrò nel Borgo per la Porta Farnese con grande esultazione e meraviglia degli
abitanti, che affollatisi alle contrade e alle finestre, nonché in un’ora così
intempestiva non finivano di saziare i cupidi sguardi sopra la venerata di lui
persona. E venne nel palazzo del signor Marchese Prospero Manara(l’attuale
che si trova in via Nazionale al n.8), destinato per sua residenza nel tempo
di questa Sacra Visita. Entrato nel palazzo…presa un poco di refezione, andò
per poche ore al riposo, mentre si alzò dopo breve sonno per le sue pastorali
fatiche”. Il Vescovo si fermò a Borgotaro diversi giorni,
andando nelle varie parrocchie. Il 20 giugno si trovava a Groppo di Albareto,
quando venne a sapere che il Duca don Ferdinando Borbone, stava viaggiando verso
Borgotaro. “Il Prelato che era già in qualche modo
prevenuto che il prelodato Duca voleva aver la degnazione di fargli una sorpresa
in tempo della sua visita a Borgotaro”, partì dal Groppo “velocemente
cavalcando accompagnato dal suo seguito” per arrivare al Borgo prima del
Duca. Fece brevi soste a Tombeto e a San Quirico e giunse “verso le tre ore
del dopopranzo, e per anco non era giunto l’aspettato sig. Infante, ma tutto
il paese era in gioconda aspettazione e tripudio per l’imminente di lui
arrivo, che seguì poi verso le sette, essendogli andati incontro sino fuori la
Porta Farnese il prefato Monsignore con gran seguito di ecclesiastici, la Ill.ma
Comunità coi Principali del paese e molto popolo”. L’ingresso del Duca fu salutato dallo sparo dei
mortaretti, seguì la cena in casa del marchese Manara “comunque fosse il
tutto disposto nella casa del signor Bertucci, non solo per il riposo, ma ancora
per la cena” Messa solenne il giorno dopo, in S. Antonino parata a
festa, Te Deum e benedizione nel pomeriggio. Poi l’Infante ripartiva per
Parma. Il pranzo aveva avuto luogo in casa Bertucci e la
lapide dello scalone ricorda ancora quel breve soggiorno del Duca don
Ferdinando. |
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